Salina il cuore verde delle Eolie

Visitando Salina, si riscontra la rara peculiarità di poter unire lo svago del mare con quello della montagna. Un’ampia possibilità di cui si può usufruire sull’intero territorio isolano. In tutti e tre i comuni di Leni, Malfa e S. Marina Salina, infatti, durante l’estate è possibile partecipare a delle escursioni in barca che danno la possibilità di esplorare sia l’intero perimetro isolano che le altre sei “sorelle”. Vi sono inoltre dei centri diving che permettono a loro volta l’esplorazione degli affascinanti fondali del mare eoliano. Grazie all’origine vulcanica di queste isole, lo scenario che si presenta agli occhi del subacqueo è mutevole, con coste frastagliate e una conformazione geologica molto variegata. Ricchi di flora, fauna e archeologia i fondali dell’isola sono resi particolarmente incantevoli dal colore cristallino dell’acqua, regalando ad ogni immersione un’esperienza ed emozioni uniche e suggestive. Ma Salina, come detto, è anche montagna e territorio da esplorare; Monte Fossa delle Felci (962 mt.) è il monte più alto dell’arcipelago ed uno dei vulcani, ormai inattivo,  più alti della Sicilia, in cui è possibile ammirare una fitta vegetazione differente dalla classica macchia mediterranea. Qui, infatti, abbondano castagni, pini, e tante altre piante endemiche come il lentisco, che rendono l’isola un luogo ideale anche durante la bassa stagione. In tutta la zona sono presenti differenti sentieri naturalistici tramite i quali è possibile salire in cima avendo la possibilità di scegliere ogni volta un percorso diverso. Una volta in alto, si ammireranno tutte le altre isole.

Salina patrimonio dell’Unesco

Salina rientra tra i Patrimoni UNESCO per i suoi vulcani; gli amanti quest’ultima peculiarità ne potranno visitare addirittura sei: Monte Fossa delle Felci e Monte Porri (le due vette più alte) che ammirate da lontano, hanno dato origine all’antico nome dell’isola Didyme (la Gemella); Monte Rivi e Pizzo Capo, Pizzo Corvo (probabilmente il più antico tra tutti) e Pollara. Quest’ultimo è il vulcano relativamente più giovane, la cui metà è sprofondata in acqua e che un tempo è stato anche un lago vulcanico, come dimostrano alcuni ritrovamenti fossili. All’interno del grande anfiteatro naturale di Pollara è stato edificato il piccolo paese omonimo (frazione di Malfa), dove è stato girato il film “Il Postino“, celeberrimo epitaffio dell’attore, regista e scenografo napoletano Massimo Troisi. Da ricordare che l’isola di Salina è stata scenario anche di altre importanti pellicole, come “Caro Diario” di Nanni Moretti e “Vulcano“, con una superlativa Anna Magnani a cui è stata dedicata una piazza nel borgo marinaro di Rinella, dove sono state girate molte scene del film. Rinella è stata anche sede della “Panaria Film“, grazie alla quale sono stati elaborati molti documentari di cinema sottomarino. Tramite delle escursioni, tutti questi elementi possono essere ammirati dai visitatori che saranno condotti da personale ben istruito in montagna e lungo i vari scenari naturalistici carichi di storia. Passeggiate mirate permetteranno di far visita ai numerosi produttori che ancora oggi mantengono vivi i valori ed i sapori dei prodotti tipici eoliani, alcuni dei quali diventati presidi Slow Food (vino, capperi, malvasia, pomodori secchi, salse varie ecc.). Occorre inoltre ricordare la presenza sul territorio di numerosi musei tematici: il Museo dell’Emigrazione eoliana a Malfa, adiacente alla nutrita Biblioteca comunale, ricca anche di documenti audiovisivi; il Museo del Vino a S. Marina, comune in cui è anche possibile visitare il sito archeologico di Portella; il Museo Etno-Antropologico e quello Archeologico di Lingua (frazione di S. Marina dove si trova il laghetto in cui anticamente si estraeva il sale ed oggi meta di diversi uccelli migratori). Tutti luoghi dove è possibile risalire all’origine di un territorio così complesso e multiforme come solo può essere l’isola di Salina.

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